martedì 20 settembre 2011

Islanda!.. ennesima illusione.
Siamo precipitati nell’era de “I SOLDI!” E la vita se l’è accaparrata il danaro che ha esteso il suo influsso su tutto; ha assunto il controllo delle grandi masse e della mobilità sociale.…
Rotti in culo!
I manipolati perfettamente integrati e sepolti nella dinamica tecnica che li circonda, così come da morti lo saranno nella terra del cimitero.
Ed è la cappa per tutti… di merda e soldi! In abbondanza la merda, quanta più ne vuoi… e per i soldi aspetta e spera! Ma hai la speranza… il sogno… lotto enalotto superenalotto… ed è vero che si può sognare… e che possa bastare, il sognare.
I soldi sono per altri e li puoi individuare. Sono per quelli che ti tengono per le palle… gli individui primordiali dalle movenze e facce di bronzo, ed espressioni volgari e violente che vedi sfrecciare su macchine invadenti, mastodontiche, assurde e volgari… anche decappottate e ululanti e con veline al seguito. Gentaglia! che soldi rubati e successo hanno reso non solo accettabili, ma fin ossequiabili… Anche questi fanno parte del sogno.
Posso ancora illudermi?... Eppure lo so! So che è una sciocchezza pensare che, in fondo forse… inconsciamente?… Forse sotto sotto anche la massa tremebonda di pensiero disprezza questa cosiddetta alta società… sì, anche mentre cerca disperatamente di comportarsi come loro rinchiusa nell’amaro lager del desiderio.
Hanno vinto loro!
Sei sconfitto!, tu che l’hai gridato“I SOLDI!... I SOLDIiiiiii!!”, ma non puoi riconoscerlo, nemmeno solo con te stesso, e offri il consenso perché, come un bambino deficiente hai bisogno delle favole per continuare a vivere sognando.

lunedì 19 settembre 2011

Il vento è debole e di variabile direzione ed è un vento un vento tutto personale cosicché non ti resta che subire passivamente le “forze esterne, e quel che più prude e brucia nel buco del culo è che ciò equivale ad una ratifica de facto di quanto è accaduto.
Le cose accadono!
E non ti è più concesso andare nella direzione del tuo vento a creare te stesso secondo la tua propria logica, il tuo proprio impulso, il tuo proprio stile.
Il tuo vento è costretto a soffiare sempre più forte tutti gli anni per spazzare via la polvere accumulata, scacciare gli odori soffocanti… Seguirlo il vento diventa ogni anno un lavoro più faticoso, ma per quanto esausti vorremmo ancora poter dire. Lasciamo fluire l’inchiostro dalla penna e che spanda così come viene… in macchie! Che chissà… magari anche le macchie non possano organizzarsi in figure, come quelle di Rorschach, e svegliare qualche obsoleto circuito… e magari si morderà tardivamente le mani e la lingua.
Facciamo esercizio di ambiguità! Imbrattiamo ogni immagine che si affacci Storpiamo ogni parola che si capti Proponiamo enigmi! Disorientiamo!
Tu l’hai fatto e ti hanno cancellata.
Ma possiamo… dobbiamo continuare e affermare che questo è un Paese che così non vale la pena abitare… è cattivo! Volgare, incolto, barzellettaro... e anche senza possibilità di migliorarlo. Bisognerebbe essere capaci di stuzzicare, tormentare fino a far impazzire la gente… parlare di cancro e violenza e vecchiaia e morte… incidenti stradali e fiaccolate contro…
Continuiamo a provarci! ad urlare nel deserto che la vita in questo Paese è sempre più una farsa e che a nessuno è concesso ridere.
Suvvia, lo so! So che sono solo strani pensieri che a volte prendono per stanchezza… e anche per il culo… Lo so!, che ora ci sono solo incontri di senza memoria… di inariditi. E so anche che il nostro posto nel mondo si è fatto molto piccolo e l’impatto sulle altre persone ancor di più.
Ah… poter andare in giro come una volta… girare il mondo come un vecchio cantastorie con la folla intorno che ti beve avidamente… e piange. Storie eroiche con un allegro carretto siciliano tutto decorato a colori vivaci, e i pannelli con le immagini delle folle degli studenti di Parigi con il cartello “CE N’EST Q’UN DEBÛT”, e bandiere rosse, Marcuse e Lenin e Berlinguer… e tra le stanghe un asino con pennacchio che sul più bello risponde al verso lanciato da qualcuno e prende a ragliare forte… e  chi lo ferma più?

lunedì 12 settembre 2011

Cane randagio uso a ricevere pedate gironzola disorientato in un manicomio tra i tanti contraddittori dettagli impossibili da decifrare. Cose, luoghi, presenze… inquietanti accadimenti… una miriade!
E una verità!
Quella del perdente che ha perso il filo della propria vita, al punto di aver rotto i ponti con la storia e, in ginocchio, tra un attimo affonderà ché non sa che fare per ricomporla, la propria vita dimenticata, come rintracciare un motivo intorno a cui illudersi ancora per darle un senso.
Niente!
Tutto è falso! in un ingarbugliato eccesso di confusi pensieri continua la turbinante sarabanda dell’andare e venire.
Entrati in un futuro fatto di cose che sembra non ci appartengono e che corrisponde così poco a quello che si è stati e si è diventati e che impone la sua concretezza che provoca spavento. Cose che ci accorgiamo non sono più nostre quando si intrufola e risuona l’eco lontana e distorta di un mondo tramontato in maniera irrevocabile.
È un mondo tutto nuovo, questo, ove c’è abbondanza di tutto ma nel cattivo. Ove possono succedere cose che si ritenevano impossibili Ed è talmente strano quel che sta succedendo, che si finisce  col pensare  di star sognando… Può succedere di tutto! anche che un clownesco farabutto e truffatore si proclami inviato della Provvidenza e diventi signore dei comportamenti e quindi delle nostre non vite.
Nebbie di un mondo problematico nel quale siamo perduti e nel quale non c’è posto per la fervida e nostalgica curiosità della fanciullezza.
Contrada piena di malinconia, segreto tormento.
Fra l’io e la vita s’è aperto uno iato e questa non è più la tua vita.
Il cosiddetto progresso avanza con passo da vincitore e riduce a legna gli alberi e la tua vita… una spremuta d’angoscia e c’è più tempo che vita e l’anima vorrebbe volarsene via.

mercoledì 8 giugno 2011

Questi sono tempi che non sappiamo più bene quel che facciamo... né perché lo facciamo dal momento che la vita se l’è accaparrata il danaro.
Non c’è campo dove potersi muovere alternativamente: sono i tempi del successo di individui primordiali dalle espressioni volgari e violente Dalle facce cattive Individui che i soldi rendono accettabili... anzi ossequiabili Fin da prendere a modello.
È sempre più attuale il detto:
“A chi non ha niente è proibito non amare la merda”.
 Della vita si sente parlare sempre peggio e ci si riduce a balbettarne frammenti con pretesa di poterli mettere in ordine per una storia con un senso che non sia il danaro. Non ci sono rifugi da questo mondo sciatto e volgare del business e dei venditori con le analfabetissime donne sazie di cibo sdraiate nelle loro auto ammiraglie tedesche.
Eppure ci sono stati tempi in cui ci si poteva orgogliosamente mettere fuori dal branco Poi si è persa la strada di tutte le trame e non è rimasta altra via che lasciarsi andare al disordine senza senso, del “non voler dire, non sapere quel che si vuol dire, non poter dire quello che si crede di voler dire, e sempre dire o quasi”.
Perciò lasciamo fluire la penna e che l’inchiostro spanda così come viene... a macchie!, ché anche la macchie, a guardarle con attenzione, possono organizzarsi in figure, come quelle di  Rorschach, che sono ambigue e ognuno le legge e  interpreta come gli pare.
Sì!, non resta che imbrattare un foglio con ogni immagine che si affacci, ogni parola che si capti, e saranno enigmi che la mente cercherà comunque di risolvere.
Ah, però!... poter incontrare ancora una volta un vecchio cantastorie... me lo berrei avidamente!  Ma i miei incontri sono di senza memoria Siamo tutti inariditi al punto giusto.
Da un tavolino di un bar guardiamo passare ragazze giovani e subitamente partono gli apprezzamenti, di rito, per lo più volgari, ma è divertente!... poi si parla di pranzi, viaggi così... qualche volta si parla di calcio, auto mobili È rilassante! Anche se a me queste veline truccate e sculettanti che si espongono in vetrina per adescare non interessano! È pur vero che a loro la natura ha affidato il compito di perpetuare la specie e debbono catturare un maschio per la sopravvivenza di questa specie (che sarebbe un affare per il Pianeta se si estinguesse). Lo dichiaro senza timori il mio disinteresse, sia per la specie, che per le donne belle giovani eleganti... Solari!, come usa dire. Non mi interessano!  E nemmeno mi interessano i pargoli... per non parlare della specie.
Là per là suscito qualche perplessità La prima ipotesi (ne sono sicuro) che si affaccia è che potrei essere un omosessuale Poi... poi magari, e solo infine, sono considerato solo un originale… un po’ strambo. Cosicché, e più adeguatamente, divengo bersaglio di sorrisi per un matto degno di divertita commiserazione E la follia, come eventuale possibile valore, non viene nemmeno lontanamente  presa in considerazione. Eppure... eppure di questi tempi è soltanto nella saggia follia che può risiedere l’essere autentico. Perciò, per quanto mi riguarda, essere ritenuto e riconosciuto come matto mi inorgoglisce E da matto ritengo che questo mondo non vale la pena abitarlo È cattivo e anche non c’è possibilità di migliorarlo. Potrei assumermi, se ne fossi capace (e non lo sono), il compito di stuzzicare gli uomini... tormentarli fino a farli impazzire, ma il compito è impossibile anche perché si ha a che fare con teledipendenti di gomma programmati a prova di bomba.
E allora?
Allora non resta che ridere... È necessario ridere... e dunque... mettiamoci a ridere.

venerdì 22 aprile 2011

Sono stato una settimana all’estero, dove l’Italia è associata al bunga bunga e devi far buon viso e coprire la vergogna ridendoci sopra anche tu.
Sono partito con due notizie. Due notizie di quelle che dovrebbero lasciare un segno profondo e provocare una adeguata reazione. Rientro e che ti trovo? Nell’indifferenza generale quella nullità che hanno messo sulla poltrona di ministro della pubblica istruzione ha deciso di inviare una ispezione nella scuola di Cloro, insegnante e filosofa accusata da un cretino di nome pasqua che il giornale “Repubblica” non solo non licenzia, ma magari… forse lo promuove; e sento che i fogliacci del regime hanno titolato “Lasciatelo là”, Vik! e la salva di Vik è rientrata nell’indifferenza generale E che quel presidente addormentato, che dovrebbe essere il rappresentante di tutti, non ha inviato nemmeno uno straccio di biglietto di condoglianze alla famiglia. Ma chi rappresenta, quest’individuo? Eppure siamo in tanti a pianger Vik, e un biglietto di condoglianze io lo pretendo per me e per tutti gli italiani di buona volontà che ripudiano la violenza e la guerra, e che, sono di certo maggioranza. Maggioranza oppressa e silenziosa, ma maggioranza… e maggioranza che non dimentica. 

venerdì 18 marzo 2011

Questo Paese in mano ai barbari non è una nazione, nonostante la pagliacciata dei festeggiamenti. È irrimediabilmente frammentato e alla mercé degli approfittatori d’ogni risma e gli unici sinceri e commoventi, con l’orgoglio dell’appartenenza erano i piccoli alunni di una scuola che, nonostante tutto, riesce ancora a trasmettere dei valori. Cantavano L’INNO con la mano sul cuore mentre i marpioni in parlamento facevano la sceneggiata dell’amor di Patria e pensavano agli affari futuri nel nucleare, a non perdere la elezioni, a cercar di salvare il culo al vecchio porco criminale. Per quanto ancora quegli alunni si sentiranno parte di una Nazione? Lasciamo che crescano e che siano precipitati nel precariato senza futuro per garantire le “magnifiche sorti e progressive” del nucleare per il loro il riscatto.

lunedì 7 marzo 2011

La festa della donna!
“La festa?”.
Hanno dimenticato tutti che è la commemorazione di un eccidio trasformato in ennesima festa del consumo. E tanto più insensata questa trasformazione ora e in questo Paese Dove la violenza sulle donne continua alla grande.
E parlo di ogni tipo di violenza: da quella di sangue a quella delle feste bunga bunga di un vecchio porco miliardario, passando per la precarietà sul lavoro e la disoccupazione (che è di tutti, ma percentualmente molto più elevata per le donne), per la carcerazione e lo stupro di una mamma che ha rubato (?) due magliette all’ovviesse (e tanzi che ha frodato miliardi alla povera gente è libero in villa), per il massacro di bambine (che, menomale per il prete, sono diventate angioletti).
Altro che festa!!!
Altro che banalizzare il bunga bunga del povero presidente che lavora per tutti (considerate la legge epocale della Giustizia) e ha diritto di rilassarsi.
Che pena!
Mi fa una gran pena questa Ruby minorenne col suo pancione flaccido che gira il mondo a rilassare i vecchi porci miliardari…

giovedì 3 marzo 2011

Il giorno dodici scenderemo in piazza per la Costituzione e per la Scuola Pubblica: faremo tremare i polsi!
Così, tanto per… in questa città concederanno una piccola piazza secondaria per i quattro gatti La piazza tradizionale delle riunioni di massa è troppo grande per loro che sarebbero solo di disturbo alla quiete pubblica.
Sì, infatti! Lasciamoli lavorare.
Ma non sarebbe ora di finirla con le piazzette e le fiaccolate.
Io comincio ad avvertire un senso di ridicolo:
fiaccolate per tutto, fin contro gli incidenti stradali; fiaccolate contro il cancro; firme contro la droga con raccolta di offerte per don gelmini e don verzè; fiaccolate contro gli assassini della donne; fiaccolate contro le bambine trucidate che il buon dio accoglie promuovendole angioletti; la fiaccolata contro la morte della cultura…
Io comunque nella piazzetta ci andrò lo stesso con il gruppo dei depressi rassegnati, voglio avvertire fino in fondo al buco del culo il senso della impotenza e della vergogna… Poi ci penserò!...
E sognerò gli incubi… ma c’è bisogno di sognarli ora che nell’incubo ci siamo anche da svegli.
Mi accorgo che comincio a sbandare… o sono già fuori di testa?

lunedì 28 febbraio 2011

La televisione mi fa spesso da sonnifero. A volte dormo davvero. A volte non sono sicuro di non aver dormito ed è quando non riesco a credere a quel che vedo e sento, quando la follia supera ogni limite.
Non può essere vero!
È che mi sono addormentato, per un attimo, ed ho avuto un incubo. 
Ma… “Quando si svegliò, il dinosauro era ancora lì”

domenica 27 febbraio 2011

“… per essere ritenuti ragionevoli, nulla di meglio che avere una gran faccia di bronzo. Quando hai una bella faccia tosta, quello basta, allora tutto è permesso, assolutamente tutto, hai la maggioranza con te ed è la maggioranza che decide quel che è folle e quel che non lo è”.

Lo scrisse Céline E il nostro vecchio porco, cantante criminale, forse non era ancora nato quando Cèline scriveva “Al termine della notte”, il bel quadro della bella umanità di sempre.
Cosa voglio dire?
Che il grande comunicatore e i suoi servi non hanno nulla di originale I farabutti sono sempre gli stessi, in ogni tempo E la maggioranza che li osannava e osanna e sostiene, è anche essa sempre la stessa.
Eppure… spesso incontro anche gente che sembra capace di esprimere giudizi corretti A volte sembra ce ne siano anche tanti. Ma il guaio è che poi si perdono, si diluiscono assordati nella massa qualunquista, quella dei telefonini, dei bar sport Tra le cagnare di cantanti, del calcio, dei festival, eccetera E finiscono col non essere più individuabili.
E ti viene da pensare che è probabile… probabile? che anch’essi siano di quelli che parlano bene e razzolano male, e che alla fine, una volta che ci si è salutati, si fanno volentieri riassorbire e si lasciano andare ai comportamenti dominanti Nascosti dietro le maschere personanti si danno ad inseguire successo e danaro alla faccia di quell’astrazione che è la dignità: le occasione sono concrete e non bisogna lasciarsele sfuggire: “Tengo famiglia!”.
E i poveri don Chisciotte? Che anche ce ne sono! E hanno anche il coraggio di alzare la voce, di quando in quando, pur tra tanto chiasso Ma in questo paese di pulcinella riescono solo ad infastidire la baraonda.
Ma come si permettono? Di “disturbare”! Mandarli a morire bisogna, per censura e per calunnia Sono avvisati! ché poi, quando insistessero a rompere i coglioni e il troppo è troppo, si può anche finire col morire di lupara.
Tanto la massa, tutta la massa, dimenticherà presto e si può ulteriormente accelerare il processo distraendola col circenses, assordandola di schiamazzo… del panem si può anche non abbondare ché bisogna evitare gli sprechi.

lunedì 21 febbraio 2011

Elias Canetti in “Massa e Potere” dedica un capitolo a Schreber, ex presidente del senato di Dresda, paranoico. Riconosciuto malato di mente, subì anche un ricovero, per un certo periodo, in clinica psichiatrica.
Schreber stesso pubblicò le sue memorie offrendo a Canetti l’occasione per alcune considerazioni su paranoia e potere.

Trascrivo qualche brano da “Massa e potere”:

(il) senso della posizione del paranoico è di essenziale importanza: si tratta sempre di difendere e di rendere sicura una collocazione supremamente elevata… Anche al potente , secondo la natura del potere, può accadere la stessa cosa: il senso soggettivo della propria posizione che egli prova, non differisce in nulla da quello del paranoico… chi può farlo si circonda di soldati e si rinchiude in fortezze.
Schreber, che si sente minacciato in vari modi, si tiene saldo alle stelle…
E’ utile accennare… all’importanza dei complotti per il paranoico.
Cospirazioni o congiure sono per lui all’ordine del giorno: si può essere certi di imbattersi presso di lui in tutto ciò che le ricorda, sia pure di lontano. Il paranoico si sente circondato. Il suo nemico principale non si accontenta mai di aggredirlo da solo. Cercherà sempre di eccitare contro di lui una muta carica di odio, per lanciarla al momento giusto. I componenti della muta… possono essere ovunque… Si mostrano innocui ed innocenti… ma la penetrante energia spirituale del paranoico permette di smascherarli. Ovunque egli mette mano, trae fuori un congiurato.
(Le mute)… inizialmente erano state mandate per… mandarlo in rovina. Ma egli era cresciuto proprio in grazia di questo pericolo. Ora che sapeva domarle, era molto orgoglioso del suo potere di attrazione…
La sua follia… è un preciso modello del potere politico che si nutre della massa e da essa è costruito… la forte e durevole attrazione sui singoli che devono radunarsi in massa, l’ambiguo modo di sentire la massa, la sua domesticazione mediante il rimpicciolimento dei suoi componenti, il suo assorbimento nel potente che rappresenta il potere politico con la sua persona, con il suo corpo; la sua grandezza, che in tal modo  deve incessantemente rinnovarsi; e infine… il senso della catastrofe… del pericolo per l’ordine del mondo…
Nessuno ha l’occhio acuto per le qualità della massa più del paranoico o del potente: due parole che… significano la stessa cosa. Egli (il paranoico ed il potente… ndr) si occupa soltanto delle masse che vuole combattere o dominare…
Salvatore del mondo e sovrano del mondo sono una sola persona. L’avidità di potere è il nucleo di tutto. La paranoia è, nel significato letterale della parola, una malattia di potere. Un esame di tale malattia in tutte le varie direzioni permette di formulare conclusioni sulla natura del potere che in nessun altro modo si potrebbero ottenere con pari completezza e chiarezza.. Non bisogna lasciarsi ingannare dal fatto che Schreber non abbia mai raggiunto in realtà la posizione mostruosa per la quale si struggeva.
“ALTRI L’HANNO RAGGIUNTA!”.

Cosa ve ne pare?
Non vi viene in mente qualcosa che vi riguarda più da vicino?
Sono i giorni, questi, affollati di esempi di potenti paranoici tutti eletti dal popolo. E poiché il popolo è sovrano il consenso abilita al comando in nome del popolo sovrano.
Ne abbiamo a iosa di esempi, dicevo, per non dover ricorrere sempre e solo a  Mussolini e Hitler. Ce li abbiamo sotto il naso i “duce” eletti dal popolo sovrano, così che ogni altro potere è illegittimo. Il potere giudiziario, ad esempio, non è stato eletto dal popolo, e anche ogni altro potere delle Istituzioni democratiche. E dunque per sentirci a posto il popolo elegga magistrati, ingeneri, medici… e i professori siano eletti dagli alunni! così da chiudere ogni disputa capziosa.
E il popolo che ha eletto il paranoico, ora lo lasci lavorare in pace… e non disturbi il manovratore con schiamazzi e cattive canzoni.

giovedì 17 febbraio 2011

Ho partecipato alla manifestazione “Se non ora quando?”.
Avevo giurato di mai più partecipare alle piazzate Con i partiti e gli stracci delle loro bandiere Le interviste a facce di culo della politica (la minuscola è voluta) Il concertino finale con il cantante di protesta che fa di quelle smorfie!...
Ci sono andato! Con le donne che scendevano nelle piazze in difesa del decoro e della Dignità offesa. La dignità di tutti! Non solo loro, delle donne! Di tutti quelli che anche in Italia non sono in vendita Di tutti quelli che ancora conservano la consapevolezza dei diritti e sono in difesa dei meriti Con la tristezza dei valori calpestati in questo Paese che sta morendo e va adeguandosi allo stile di vita di un vecchio porco criminale che si fa prima ad enumerare i reati che non ha commesso piuttosto la caterva di quelli commessi
Nessuna sceneggiata una volta tanto, nessuna piazzata C’erano finalmente pulizia e rispetto.
Forse non siamo minoranza nel Paese Forse siamo solo deboli, o forse le forze che ci opprimono sono mostruosamente potenti.
Ma... quanta forza possono esprimere il disprezzo e la difesa della dignità?

mercoledì 16 febbraio 2011

Questo è il Paese delle firme e delle fiaccolate E lasciamo pur stare le firme del presidente, ma quelle del bersano che si è tirato su le maniche e ne vuole raccogliere addirittura dieci milioni Beh, e non trovi un banchetto che è un banchetto con foglio e penna, nemmeno in centro di sabato e domenica, che una firma per il vecchio porco criminale sarei anche disposto a mettercela nel culo. In compenso ci sono i banchetti, a diecine, con quei poveracci di ragazzi che chiedono una firma contro la droga E a pagamento in favore dei muccioli, dongelmini & compagnia bella che sulle povere spalle di questi ragazzi si sono riempiti di miliardi. E poi le firme contro il cancro! corredate di SMS a due euro per donverzè che più cancro produciamo e più miliardi gli piovono nelle tasche, compresi i fondi che si tolgono alla scuola per dirottarli verso il sanraffaeledonverzè E financo le firme contro gli incidenti stradale con le croci in piazza e tanto di fiaccolata che piace tanto ai bambini.
Arriva finalmente l’ora di dar fuoco alle torce che piacciono tanto ai bambini, l’ora di dare inizio al corteo con fiaccolata “contro” gli incidenti stradali.
“Mamma, guarda la mia torcia sempre accesa… quella di Andrea si è spenta già due volte”.
Naturalmente c’è il povero cristo che segue il corteo col suo business dei palloncini colorati, l’omino dei palloncini colorati.
“Un palloncino anche per me!”.
“Sì, ma lascia la torcia!”.
“No, voglio anche la torcia!”… e il palloncino è scoppiato sulla fiamma Il bambino se l’è presa la giusta sberla educativa Piange disperato La gente si ferma allo strazio del pianto e si scioglie  nell’applauso funereo che finora ci mancava.
I palloncini saranno lasciati volare al cielo a fine giro a simboleggiare le belle anime dei morti che volano tutte in paradiso dove il buon Dio li accoglierà a miglior vita. Tutti?, ma volete scherzare? perderà l’appuntamento quel ragazzo seduto rotativo in carrozzella e che grugnisce sbavando Che non volerà! Che forse dovrà scontare qualche colpa contro il buon dio, magari una bestemmia fuori contesto.
Ho un conto aperto col buon dio Chiamatemelo! Che c’ho da dirgli un paio di cose.
Domeniche senza traffico Targhe alterne e aria pulita, questa è l'altra genialata Presa per il culo.
Avete mai riflettuto sul come si cerchino e si incontrino le farfalle?, attraendosi da distanze incommensurabili Migliaia di chilometri, fatte le dovute proporzioni.
Attirata, guidata, la farfalla, da una molecola infinitesima Strutturata solo per lei Una molecola dispersa tra molti milioni di molecole diverse.
Riesce a seguirla quella unica molecola, la farfalla.
Infaticabile Spinta da incontrollato indefinito desiderio.
Un refolo di vento per lei è tempesta La fa sbandare. Riprende sulla scia del magnetismo irresistibile della chimica il desiderio indefinito che è gioia.
La vita è desiderio e il desiderio è chimica.
Spossata, arriva all’incontro.
Si amano... Muoiono.
Ci sono reazioni chimiche determinanti i moti, le azioni di tutti gli esseri viventi Compresi noi che con gran presunzione (e ignoranza?) ci sentiamo liberi di scegliere e decidere... noi che ci siamo chiamati fuori ma che come tutto siamo alla mercé della chimica E la chimica non è stabile e disorienta Basta un legame semplice o doppio, un gruppo OH qua o là che si sposta ed è  rivoluzione Così che può capitare che le rondini lascino i loro nidi e la loro prole in piena estate... E noi?... chissà!
Si sono sempre modificate, le molecole e le reazioni, ma ciò avveniva su milioni, anche miliardi di anni di stabilità, ed erano alla base dell’evoluzione.
Ora questo è il guaio!:
che le reazioni hanno preso a modificarsi anche lungo l’arco di una vita, e accelerano anche improvvisamente Non c’è più il tempo per l’adattamento, ed è piuttosto la vita che si disperde e  mutila.
E poila chimic a c'è dei laboratori dell’uomo che provoca quel che provoca e interferisce anche nei comportamentiLa chimica di sintesi con molecole che sfuggono al controllo, si disperdono Estranee Mai esistite E fornite di potere magnetico sugli esseri viventi.
Sopra la città di Beebe, in Arkansas, sono accorsi, attratti da chissà quale veleno E si sono affollati. In uno spazio ristretto molte migliaia di uccelli tutti della stessa specie in nuvola densissima si ostacolavano nel volo e si ferivano Cadevano in pioggia Pioggia di uccelli morti... a migliaia... Certo la vita mutilata provoca sconcerto e orrore ma solo per poche ore Non si regge all’emozione Si deve dimenticare e diviene indispensabile darsi alla fuga emozionale e per questo ci sono firme, raccolte, fiaccolate, palestra... ma anche lettura, politica... e gomma da masticare... musica... e un viaggio esotico tra i popoli morti di fame che, tutto sommato, ti fanno sentire superiori.

Amen!