lunedì 19 settembre 2011

Il vento è debole e di variabile direzione ed è un vento un vento tutto personale cosicché non ti resta che subire passivamente le “forze esterne, e quel che più prude e brucia nel buco del culo è che ciò equivale ad una ratifica de facto di quanto è accaduto.
Le cose accadono!
E non ti è più concesso andare nella direzione del tuo vento a creare te stesso secondo la tua propria logica, il tuo proprio impulso, il tuo proprio stile.
Il tuo vento è costretto a soffiare sempre più forte tutti gli anni per spazzare via la polvere accumulata, scacciare gli odori soffocanti… Seguirlo il vento diventa ogni anno un lavoro più faticoso, ma per quanto esausti vorremmo ancora poter dire. Lasciamo fluire l’inchiostro dalla penna e che spanda così come viene… in macchie! Che chissà… magari anche le macchie non possano organizzarsi in figure, come quelle di Rorschach, e svegliare qualche obsoleto circuito… e magari si morderà tardivamente le mani e la lingua.
Facciamo esercizio di ambiguità! Imbrattiamo ogni immagine che si affacci Storpiamo ogni parola che si capti Proponiamo enigmi! Disorientiamo!
Tu l’hai fatto e ti hanno cancellata.
Ma possiamo… dobbiamo continuare e affermare che questo è un Paese che così non vale la pena abitare… è cattivo! Volgare, incolto, barzellettaro... e anche senza possibilità di migliorarlo. Bisognerebbe essere capaci di stuzzicare, tormentare fino a far impazzire la gente… parlare di cancro e violenza e vecchiaia e morte… incidenti stradali e fiaccolate contro…
Continuiamo a provarci! ad urlare nel deserto che la vita in questo Paese è sempre più una farsa e che a nessuno è concesso ridere.
Suvvia, lo so! So che sono solo strani pensieri che a volte prendono per stanchezza… e anche per il culo… Lo so!, che ora ci sono solo incontri di senza memoria… di inariditi. E so anche che il nostro posto nel mondo si è fatto molto piccolo e l’impatto sulle altre persone ancor di più.
Ah… poter andare in giro come una volta… girare il mondo come un vecchio cantastorie con la folla intorno che ti beve avidamente… e piange. Storie eroiche con un allegro carretto siciliano tutto decorato a colori vivaci, e i pannelli con le immagini delle folle degli studenti di Parigi con il cartello “CE N’EST Q’UN DEBÛT”, e bandiere rosse, Marcuse e Lenin e Berlinguer… e tra le stanghe un asino con pennacchio che sul più bello risponde al verso lanciato da qualcuno e prende a ragliare forte… e  chi lo ferma più?

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