lunedì 12 settembre 2011

Cane randagio uso a ricevere pedate gironzola disorientato in un manicomio tra i tanti contraddittori dettagli impossibili da decifrare. Cose, luoghi, presenze… inquietanti accadimenti… una miriade!
E una verità!
Quella del perdente che ha perso il filo della propria vita, al punto di aver rotto i ponti con la storia e, in ginocchio, tra un attimo affonderà ché non sa che fare per ricomporla, la propria vita dimenticata, come rintracciare un motivo intorno a cui illudersi ancora per darle un senso.
Niente!
Tutto è falso! in un ingarbugliato eccesso di confusi pensieri continua la turbinante sarabanda dell’andare e venire.
Entrati in un futuro fatto di cose che sembra non ci appartengono e che corrisponde così poco a quello che si è stati e si è diventati e che impone la sua concretezza che provoca spavento. Cose che ci accorgiamo non sono più nostre quando si intrufola e risuona l’eco lontana e distorta di un mondo tramontato in maniera irrevocabile.
È un mondo tutto nuovo, questo, ove c’è abbondanza di tutto ma nel cattivo. Ove possono succedere cose che si ritenevano impossibili Ed è talmente strano quel che sta succedendo, che si finisce  col pensare  di star sognando… Può succedere di tutto! anche che un clownesco farabutto e truffatore si proclami inviato della Provvidenza e diventi signore dei comportamenti e quindi delle nostre non vite.
Nebbie di un mondo problematico nel quale siamo perduti e nel quale non c’è posto per la fervida e nostalgica curiosità della fanciullezza.
Contrada piena di malinconia, segreto tormento.
Fra l’io e la vita s’è aperto uno iato e questa non è più la tua vita.
Il cosiddetto progresso avanza con passo da vincitore e riduce a legna gli alberi e la tua vita… una spremuta d’angoscia e c’è più tempo che vita e l’anima vorrebbe volarsene via.

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