Questo Paese in mano ai barbari non è una nazione, nonostante la pagliacciata dei festeggiamenti. È irrimediabilmente frammentato e alla mercé degli approfittatori d’ogni risma e gli unici sinceri e commoventi, con l’orgoglio dell’appartenenza erano i piccoli alunni di una scuola che, nonostante tutto, riesce ancora a trasmettere dei valori. Cantavano L’INNO con la mano sul cuore mentre i marpioni in parlamento facevano la sceneggiata dell’amor di Patria e pensavano agli affari futuri nel nucleare, a non perdere la elezioni, a cercar di salvare il culo al vecchio porco criminale. Per quanto ancora quegli alunni si sentiranno parte di una Nazione? Lasciamo che crescano e che siano precipitati nel precariato senza futuro per garantire le “magnifiche sorti e progressive” del nucleare per il loro il riscatto.
venerdì 18 marzo 2011
lunedì 7 marzo 2011
La festa della donna!
“La festa?”.
Hanno dimenticato tutti che è la commemorazione di un eccidio trasformato in ennesima festa del consumo. E tanto più insensata questa trasformazione ora e in questo Paese Dove la violenza sulle donne continua alla grande.
E parlo di ogni tipo di violenza: da quella di sangue a quella delle feste bunga bunga di un vecchio porco miliardario, passando per la precarietà sul lavoro e la disoccupazione (che è di tutti, ma percentualmente molto più elevata per le donne), per la carcerazione e lo stupro di una mamma che ha rubato (?) due magliette all’ovviesse (e tanzi che ha frodato miliardi alla povera gente è libero in villa), per il massacro di bambine (che, menomale per il prete, sono diventate angioletti).
Altro che festa!!!
Altro che banalizzare il bunga bunga del povero presidente che lavora per tutti (considerate la legge epocale della Giustizia) e ha diritto di rilassarsi.
Che pena!
Mi fa una gran pena questa Ruby minorenne col suo pancione flaccido che gira il mondo a rilassare i vecchi porci miliardari…
giovedì 3 marzo 2011
Il giorno dodici scenderemo in piazza per la Costituzione e per la Scuola Pubblica: faremo tremare i polsi!
Così, tanto per… in questa città concederanno una piccola piazza secondaria per i quattro gatti La piazza tradizionale delle riunioni di massa è troppo grande per loro che sarebbero solo di disturbo alla quiete pubblica.
Sì, infatti! Lasciamoli lavorare.
Ma non sarebbe ora di finirla con le piazzette e le fiaccolate.
Io comincio ad avvertire un senso di ridicolo:
fiaccolate per tutto, fin contro gli incidenti stradali; fiaccolate contro il cancro; firme contro la droga con raccolta di offerte per don gelmini e don verzè; fiaccolate contro gli assassini della donne; fiaccolate contro le bambine trucidate che il buon dio accoglie promuovendole angioletti; la fiaccolata contro la morte della cultura…
Io comunque nella piazzetta ci andrò lo stesso con il gruppo dei depressi rassegnati, voglio avvertire fino in fondo al buco del culo il senso della impotenza e della vergogna… Poi ci penserò!...
E sognerò gli incubi… ma c’è bisogno di sognarli ora che nell’incubo ci siamo anche da svegli.
Mi accorgo che comincio a sbandare… o sono già fuori di testa?
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