Islanda!.. ennesima illusione.
Siamo precipitati nell’era de “I SOLDI!” E la vita se l’è accaparrata il danaro che ha esteso il suo influsso su tutto; ha assunto il controllo delle grandi masse e della mobilità sociale.…
Rotti in culo!
I manipolati perfettamente integrati e sepolti nella dinamica tecnica che li circonda, così come da morti lo saranno nella terra del cimitero.
Ed è la cappa per tutti… di merda e soldi! In abbondanza la merda, quanta più ne vuoi… e per i soldi aspetta e spera! Ma hai la speranza… il sogno… lotto enalotto superenalotto… ed è vero che si può sognare… e che possa bastare, il sognare.
I soldi sono per altri e li puoi individuare. Sono per quelli che ti tengono per le palle… gli individui primordiali dalle movenze e facce di bronzo, ed espressioni volgari e violente che vedi sfrecciare su macchine invadenti, mastodontiche, assurde e volgari… anche decappottate e ululanti e con veline al seguito. Gentaglia! che soldi rubati e successo hanno reso non solo accettabili, ma fin ossequiabili… Anche questi fanno parte del sogno.
Posso ancora illudermi?... Eppure lo so! So che è una sciocchezza pensare che, in fondo forse… inconsciamente?… Forse sotto sotto anche la massa tremebonda di pensiero disprezza questa cosiddetta alta società… sì, anche mentre cerca disperatamente di comportarsi come loro rinchiusa nell’amaro lager del desiderio.
Hanno vinto loro!
Sei sconfitto!, tu che l’hai gridato“I SOLDI!... I SOLDIiiiiii!!”, ma non puoi riconoscerlo, nemmeno solo con te stesso, e offri il consenso perché, come un bambino deficiente hai bisogno delle favole per continuare a vivere sognando.
martedì 20 settembre 2011
lunedì 19 settembre 2011
Il vento è debole e di variabile direzione ed è un vento un vento tutto personale cosicché non ti resta che subire passivamente le “forze esterne, e quel che più prude e brucia nel buco del culo è che ciò equivale ad una ratifica de facto di quanto è accaduto.
Le cose accadono!
E non ti è più concesso andare nella direzione del tuo vento a creare te stesso secondo la tua propria logica, il tuo proprio impulso, il tuo proprio stile.
Il tuo vento è costretto a soffiare sempre più forte tutti gli anni per spazzare via la polvere accumulata, scacciare gli odori soffocanti… Seguirlo il vento diventa ogni anno un lavoro più faticoso, ma per quanto esausti vorremmo ancora poter dire. Lasciamo fluire l’inchiostro dalla penna e che spanda così come viene… in macchie! Che chissà… magari anche le macchie non possano organizzarsi in figure, come quelle di Rorschach, e svegliare qualche obsoleto circuito… e magari si morderà tardivamente le mani e la lingua.
Facciamo esercizio di ambiguità! Imbrattiamo ogni immagine che si affacci Storpiamo ogni parola che si capti Proponiamo enigmi! Disorientiamo!
Tu l’hai fatto e ti hanno cancellata.
Ma possiamo… dobbiamo continuare e affermare che questo è un Paese che così non vale la pena abitare… è cattivo! Volgare, incolto, barzellettaro... e anche senza possibilità di migliorarlo. Bisognerebbe essere capaci di stuzzicare, tormentare fino a far impazzire la gente… parlare di cancro e violenza e vecchiaia e morte… incidenti stradali e fiaccolate contro…
Continuiamo a provarci! ad urlare nel deserto che la vita in questo Paese è sempre più una farsa e che a nessuno è concesso ridere.
Suvvia, lo so! So che sono solo strani pensieri che a volte prendono per stanchezza… e anche per il culo… Lo so!, che ora ci sono solo incontri di senza memoria… di inariditi. E so anche che il nostro posto nel mondo si è fatto molto piccolo e l’impatto sulle altre persone ancor di più.
Ah… poter andare in giro come una volta… girare il mondo come un vecchio cantastorie con la folla intorno che ti beve avidamente… e piange. Storie eroiche con un allegro carretto siciliano tutto decorato a colori vivaci, e i pannelli con le immagini delle folle degli studenti di Parigi con il cartello “CE N’EST Q’UN DEBÛT”, e bandiere rosse, Marcuse e Lenin e Berlinguer… e tra le stanghe un asino con pennacchio che sul più bello risponde al verso lanciato da qualcuno e prende a ragliare forte… e chi lo ferma più?
lunedì 12 settembre 2011
Cane randagio uso a ricevere pedate gironzola disorientato in un manicomio tra i tanti contraddittori dettagli impossibili da decifrare. Cose, luoghi, presenze… inquietanti accadimenti… una miriade!
E una verità!
Quella del perdente che ha perso il filo della propria vita, al punto di aver rotto i ponti con la storia e, in ginocchio, tra un attimo affonderà ché non sa che fare per ricomporla, la propria vita dimenticata, come rintracciare un motivo intorno a cui illudersi ancora per darle un senso.
Niente!
Tutto è falso! in un ingarbugliato eccesso di confusi pensieri continua la turbinante sarabanda dell’andare e venire.
Entrati in un futuro fatto di cose che sembra non ci appartengono e che corrisponde così poco a quello che si è stati e si è diventati e che impone la sua concretezza che provoca spavento. Cose che ci accorgiamo non sono più nostre quando si intrufola e risuona l’eco lontana e distorta di un mondo tramontato in maniera irrevocabile.
È un mondo tutto nuovo, questo, ove c’è abbondanza di tutto ma nel cattivo. Ove possono succedere cose che si ritenevano impossibili Ed è talmente strano quel che sta succedendo, che si finisce col pensare di star sognando… Può succedere di tutto! anche che un clownesco farabutto e truffatore si proclami inviato della Provvidenza e diventi signore dei comportamenti e quindi delle nostre non vite.
Nebbie di un mondo problematico nel quale siamo perduti e nel quale non c’è posto per la fervida e nostalgica curiosità della fanciullezza.
Contrada piena di malinconia, segreto tormento.
Fra l’io e la vita s’è aperto uno iato e questa non è più la tua vita.
Il cosiddetto progresso avanza con passo da vincitore e riduce a legna gli alberi e la tua vita… una spremuta d’angoscia e c’è più tempo che vita e l’anima vorrebbe volarsene via.
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